Domenica scorsa, 19 luglio 2026, FIAB L’Aquila ha realizzato il progetto cicloturistico più impegnativo del proprio anno: la quarta edizione de La Felliniana, 8a tappa del Giro delle Regioni – Le Ciclostoriche 2026, in bicicletta sull’Altopiano delle Rocche in provincia dell’Aquila.
Anche quest’anno l’evento è stato una “Pedalata per la pace“, l’iniziativa che FIAB, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, promuove in tutta Italia in collaborazione con Emergency.
Nonostante il caldo, che ha scoraggiato molte persone dal muoversi da casa, abbiamo registrato 52 partecipanti, che hanno avuto conferma di quanto sia piacevole pedalare sull’Altopiano delle Rocche anche quando altrove le temperature sono proibitive: qui non abbiamo superato i 30°, e questo ha permesso un rientro comodo per l’ora di pranzo. Sono stati 60 km di sorprese.
Tre ristori con prodotti tipici locali hanno accompagnato il percorso: la colazione a Fonteavignone, frazione di Rocca di Mezzo e borgo molto suggestivo, servita presso la sede della locale Pro Loco che ha accolto il gruppo con grande calore; il ristoro ai Piani di Pezza, presso il Rifugio del Lupo, dove abbiamo scoperto che il gestore è un maestro nella preparazione delle crostate; il ristoro nella piazza di Ovindoli, offerto dal Comune e gestito dalla Pro Loco locale. E naturalmente il classico “rancio d’altura”, come lo chiamava D’Annunzio: il pasta party organizzato dalla Pro Loco di Rocca di Cambio, dove la pedalata è partita e si è conclusa.
Federico Fellini, a cui l’evento è dedicato, ci ha accompagnato lungo tutto il tragitto, fino al Mulino di Righetto, ai piedi del Comune di Rocca di Cambio ma nel territorio di Rocca di Mezzo. Il mulino è stato teatro di una delle scene più importanti del film La Strada con cui il grande regista vinse l’Oscar nel 1954.
Abbiamo percorso pochi tratti su strade aperte al traffico, privilegiando soprattutto percorsi ciclopedonali. Ci permettiamo però una critica costruttiva, utile per il futuro: l’asfalto di questi tracciati ha un impatto ambientale piuttosto alto. Un fondo battuto e compattato, o altre soluzioni percorribili agevolmente sia in bici che a piedi, sarebbe più rispettoso dell’ambiente e, non da ultimo, anche più curato dal punto di vista estetico.
La maggior parte dei partecipanti era “vintage”, cioè con bici d’epoca e abbigliamento coordinato: La Felliniana è infatti una delle 11 tappe delle Ciclostoriche che, lontane dall’essere gare o esibizioni un po’ retrò, restano aperte anche a chi pedala con altri tipi di bicicletta. Quello che conta è stare insieme, condividere il viaggio, il territorio e quello che offre, sia dal punto di vista naturalistico che gastronomico.
La Felliniana viene apprezzata per tutto questo, ma non solo: al termine del pasta party, Loredana Agnifili, presidente dell’associazione culturale locale Monti Naviganti, ha letto un brano tratto dall’antologia del Bicicletterario, il Premio Nazionale di Poesia e Narrativa dedicato alla bicicletta e al suo mondo, nato all’interno dell’organizzazione delle Ciclostoriche.
La soddisfazione più grande per chi ha organizzato l’evento è arrivata dai complimenti unanimi dei partecipanti, che hanno apprezzato lo spirito di condivisione, il percorso ben definito, sicuro e ben segnalato, e la possibilità di godere dei prodotti del territorio in un ambiente affascinante e, in alcuni momenti, anche emozionante.
La giornata lieta è stata però funestata dalle fiamme che, da poco prima dell’ora di pranzo, hanno bruciato 20 ettari di bosco nei pressi di Rocca di Mezzo: la sconsideratezza di chi provoca questi disastri non ha confini.
















