L’Aquila ha una densità di 760 automobili ogni 1000 abitanti, che per una popolazione di circa 70.000 si traduce in circa 53.000 automobili. Un parcheggio occupa circa 2.5 x 5 = 12.5 mq, quindi in tutto le macchine degli aquilani occupano circa 660.000 mq, ovvero circa 66 ettari. Visivamente, quanto è questo spazio, se fossero parcheggiate tutte vicine? Vediamolo raffrontato ad alcune località della città, come l’area di Piazza d’Armi e Caserma Pasquali, il complesso di Collemaggio, il centro storico (v. figure).
Occupano un bel po’ già così, ma in realtà occupano molto di più, perché ci sono da aggiungere gli spazi di manovra e anche tutte le strade e le piazze, che sono riservate esclusivamente a loro, in quanto per il transito di veicoli è completamente sacrificato il passaggio di persone, di biciclette, di altri mezzi. Anche il passaggio dei mezzi pubblici è mescolato al traffico privato “normale”.
Ragioniamo per isolati, per quartieri.
La parte più abitata del Comune è estesa, più o meno, su un asse longitudinale da Cansatessa a Bazzano (12 km) per una larghezza trasversale all’asse di circa 3 km. Fanno circa 36 kmq, dove risiedono circa il 90% dei 70.000, quindi circa 63.000 persone. La densità abitativa media è quindi di circa 63.000/36 = 1.750 abitanti/kmq. Facciamo 2.000 per comodità. In realtà, in aree come Pettino o il Torrione o, pre-sisma, il centro storico, si superano i 5.000 abitanti/kmq.
Se prendiamo ad esempio Pettino, la parte tra la SS 80 e Via Antica Arischia e tra Autostrada A24 e il centro commerciale Amiternum è circa 1300 x 500 = 65.000 mq = 65 ettari. Assumiamo che vi abitino circa 5.000 persone, che quindi avranno 5.000 x 0.76 = 3.800 auto. Il fabbisogno di area di parcheggio è quindi 3.800 x 12.5 = 47000 mq = 4.7 ettari. Visivamente, un’area quadrata lato 220 m, come quella disegnata in figura. Bisognerebbe aggiungere gli spazi di manovra.
Se si concentrassero tutti i parcheggi residenziali in poche aree grandi a sufficienza, facilmente e agevolmente raggiungibili, con parcheggi anche per biciclette, si potrebbero liberare e riabilitare tutti gli altri spazi oggi sacrificati per le macchine. I mezzi pubblici avrebbero corsie preferenziali per essere veloci, frequenti e puntuali. Le aree destinate a parcheggio potrebbero essere coperte di pannelli fotovoltaici e usati per il recupero dell’acqua piovana, ad esempio per annaffiare le aree verdi. Le strade potrebbero diventare ciclabili e pedonali così come sono, senza fare molti altri lavori dispendiosi e impattanti. Bisognerebbe rinunciare all’automobile sotto casa, ma ce ne sarebbe un bisogno minimo, con mezzi pubblici efficienti, strade pedonali e ciclabili e servizi di vicinato che rifiorirebbero, compresi quelli per trasporto a chiamata per chi e quando se ne ha bisogno.
È solo un esempio, ma non sembra anche a voi una cosa possibile, una piccola rinuncia individuale, per un grande vantaggio collettivo?




