La continuità dei percorsi, la sicurezza agli incroci, la velocità dei veicoli e le condizioni del fondo stradale sono le principali criticità emerse dai 27 questionari di Bike Science raccolti da FIAB L’Aquila durante Street Science 2026.

Non si tratta di un campione statistico rappresentativo, ma di esperienze di chi si è fermato allo stand, che convergono però sugli stessi fattori.

Il 25 settembre 2026 FIAB L’Aquila è stata presente a Street Science, l’iniziativa dell’Università degli Studi dell’Aquila dedicata alla divulgazione della ricerca, con uno stand della campagna Bike Science, come avevamo anticipato nell’articolo di presentazione. Con una grande mappa della città e un questionario volevamo raccogliere l’esperienza concreta di chi si muove ogni giorno a piedi o in bicicletta.

La domanda non è soltanto “quanto è sicura la città?”

Quando parliamo di sicurezza stradale ci concentriamo spesso sugli scontri, sugli investimenti e sui dati statistici. Sono dati fondamentali, ma raccontano soltanto una parte della storia: c’è anche una domanda precedente, cioè se una persona si sente abbastanza sicura da scegliere di andare a piedi o in bicicletta. Una strada può non essere teatro di scontri frequenti e risultare comunque così poco confortevole da scoraggiare chi vorrebbe percorrerla in bici. È questa dimensione che abbiamo voluto indagare.

Un giudizio complessivamente negativo

Abbiamo chiesto di valutare sette aspetti della sicurezza del proprio percorso su una scala da 1 a 5, dove 1 è il giudizio più negativo e 5 il più positivo. La media complessiva è di circa 2,13 su 5 e nessuna delle sette medie raggiunge il valore centrale della scala, che è 3.

Il punteggio medio per ogni aspetto

AspettoMedia
Marciapiedi e piste ciclabili adeguati e continui1,59/5
Sicurezza in prossimità degli incroci1,70/5
Rispetto dei limiti di velocità1,81/5
Fondo stradale in buone condizioni1,96/5
Attraversamenti pedonali sicuri2,52/5
Sicurezza generale del tragitto2,59/5
Illuminazione adeguata2,74/5

Il problema numero uno: percorsi che non sono davvero una rete

Alla domanda su marciapiedi e piste ciclabili adeguati e continui la media è stata appena 1,59 su 5, il valore più basso rilevato, e 23 persone su 27 (85%) hanno assegnato un punteggio di 1 o 2. Un tratto ben progettato che termina davanti a una strada trafficata non costituisce una rete sicura, un marciapiede che si interrompe costringe il pedone a condividere la carreggiata e una pista ciclabile che non permette di attraversare un incrocio lascia il ciclista proprio dove la differenza di velocità con le automobili è maggiore. La sicurezza non dipende soltanto dalle singole opere: è una questione di rete.

Gli incroci sono il punto più delicato

Per la sicurezza agli incroci la media è di 1,70 su 5, e 22 questionari su 27 (circa l’81%) hanno assegnato un punteggio di 1 o 2. Negli incroci le traiettorie di chi cammina o pedala entrano in conflitto con quelle dei veicoli, e diventano decisivi la visibilità, la progettazione degli attraversamenti, le precedenze e la distanza tra ciclisti, pedoni e automobili. Un percorso tranquillo per centinaia di metri può diventare problematico per un solo incrocio, che va considerato parte integrante della rete e non un punto di interruzione.

“Le auto vanno troppo forte”

Il rispetto dei limiti di velocità ha ottenuto una media di 1,81 su 5. La sicurezza percepita non dipende soltanto dalla presenza di una pista ciclabile: se accanto al ciclista transitano veicoli a velocità elevata, il senso di vulnerabilità rimane. La progettazione della mobilità ciclistica deve quindi essere accompagnata da politiche di moderazione della velocità.

Fondo stradale e illuminazione

Le condizioni della pavimentazione hanno ottenuto 1,96 su 5. Buche e dissesti non sono solo un problema di comfort: per chi pedala diventano un problema di sicurezza quando, per evitare un ostacolo, ci si sposta verso la parte della carreggiata occupata dalle automobili. L’illuminazione ha ottenuto il punteggio migliore, 2,74 su 5. Illuminare meglio è utile, ma da sola l’illuminazione non rende sicuro un percorso con marciapiedi interrotti, incroci pericolosi, fondo dissestato e auto veloci: la sicurezza percepita nasce da molti elementi che agiscono insieme.

La mappa: dal “mi sento insicuro” al “qui c’è un problema”

Bike Science ha permesso di indicare sulla mappa i punti percepiti come problematici. Le segnalazioni confermano i dati numerici: infrastrutture mancanti o discontinue, fondo deteriorato, velocità dei veicoli, incroci e attraversamenti, conflitti con il traffico motorizzato. Possono costituire la base per una mappa delle criticità.

Cosa non dicono questi dati

I 27 questionari non costituiscono un campione statistico rappresentativo dell’intera popolazione dell’Aquila: sono persone che hanno scelto di fermarsi allo stand durante un evento pubblico e di raccontarci la propria esperienza. Le percentuali riportate si riferiscono quindi soltanto a chi ha risposto, e le risposte non costituiscono una classifica di strade pericolose. Possiamo però dire che 27 persone hanno individuato problemi concreti e ricorrenti, che convergono sugli stessi fattori e meritano di essere ascoltati e verificati.

Dall’ascolto alle proposte

Per FIAB L’Aquila l’obiettivo non è raccogliere lamentele: alle critiche vogliamo affiancare proposte concrete, costruite ascoltando chi vive la città. I risultati indicano cinque priorità.

  • Costruire continuità: percorsi continui per pedoni e ciclisti, eliminando le interruzioni e collegando i tratti della rete.
  • Mettere in sicurezza gli incroci: vanno progettati considerando anche chi attraversa a piedi e in bicicletta.
  • Ridurre le velocità: intervenire nei punti più frequentati dalla mobilità attiva.
  • Curare la manutenzione: buche e dissesti non sono problemi secondari per la sicurezza ciclistica.
  • Continuare ad ascoltare: la mappa può essere il punto di partenza per nuove raccolte di segnalazioni e per un confronto con le istituzioni; chi vuole aggiungere i propri punti critici può farlo attraverso il modulo di segnalazione del sito.

La città che vogliamo costruire parte da chi la attraversa

Street Science porta la ricerca fuori dai luoghi tradizionali e la mette in relazione con la città. La bicicletta e gli spostamenti a piedi sono una questione di qualità urbana, autonomia, salute, accessibilità e vivibilità, e una città in cui si può scegliere di muoversi così senza sentirsi costantemente esposti al traffico è una città migliore per tutti. Vogliamo continuare a lavorare per una L’Aquila con più bici, più persone a piedi e più spazio per una mobilità sicura.

Puoi contribuire al nostro progetto Bike Science segnalandoci criticità e proposte per la mobilità alla nostra pagina SEGNALAZIONIclicca

Bike Science è una campagna di FIAB L’Aquila