Dal balcone alla strada – parte 1
Dopo le due persone uccise sulle strisce pedonali, dopo i cordogli delle istituzioni, dopo la task force comunale convocata a suon di trombe, dopo l’adozione del Piano Comunale di Sicurezza Stradale e dopo le numerose dichiarazioni, la soluzione per via Corrado IV a L’Aquila è arrivata: un nuovo manto stradale e la segnaletica orizzontale ridipinta, nient’altro. Nonostante l’urgenza si parla di future installazioni di semafori a chiamata, ma per ora nulla è cambiato.
Una strada pensata per chi corre
Dopo un anno l’urgenza era soltanto rendere la strada più scorrevole, perché in questa città la precedenza su tutto e su tutti spetta a chi usa l’automobile, e non è un caso. Secondo i dati ISTAT 2024, i più recenti disponibili, L’Aquila è al terzo posto tra i comuni capoluogo di provincia per numero di autovetture, con 830 ogni 1000 abitanti, dopo Frosinone (856) e Vibo Valentia (834).
La strada è talmente ampia da invitare alla velocità e gli attraversamenti pedonali sono rialzati in misura minima, così pedoni e ciclisti, gli utenti vulnerabili, restano alla mercé di chi guida un mezzo privato a motore in modo irresponsabile, incosciente o distratto.
La fretta come alibi
Il sindaco Biondi, in un’intervista in cui rassicurava sulle deviazioni previste durante i lavori [ qui il link ], si è rivolto alle persone “più frettolose, in ritardo e che hanno più cose da fare”, spiegando che i tempi di percorrenza sui percorsi alternativi sarebbero stati solo lievemente superiori. Non ha dunque parlato di tutti gli automobilisti. Resta però intatto il pregiudizio implicito in quel ragionamento: chi ha fretta ha diritto a correre, e la velocità diventa una necessità da garantire. È lo stesso pregiudizio che sta all’origine della maggior parte degli scontri e degli investimenti. “Ho fretta”, “sono in ritardo”, “sto lavorando”: quante volte sentiamo pronunciare queste frasi per giustificare la velocità e l’imprudenza. I 172.207 “incidenti” registrati in Italia dall’ISTAT nel 2025, come vengono comunemente chiamati, non sono un caso, ma sembrano un tributo naturale da pagare alla “società moderna” e alla “produttività”.
Secondo questa logica, chi attraversa via Corrado IV a piedi o la percorre in bicicletta lo fa perché non ha nulla da fare.


Quaranta minuti sulle strisce
Qualche giorno fa abbiamo osservato per 40 minuti (dalle 11:47 alle 12:26) le persone che attraversavano la strada in corrispondenza dell’accesso al mercato di Piazza d’Armi, fotografandole e rendendole non identificabili. Nonostante la presenza di una pattuglia della Polizia Municipale ferma per controlli lungo la via, si sono verificate situazioni davvero incresciose, a tratti rabbrividenti, come mostrano le foto seguenti.
Hanno attraversato 34 persone e 9 di loro, il 26,5%, non hanno ottenuto la precedenza da guidatori distratti, frettolosi, in ritardo o con molte cose da fare, un dato inaccettabile. Abbiamo contato anche 7 persone in bicicletta.
[Qui la galleria fotografica]
















Un’autostrada in città
Via Corrado IV e, proseguendo, la SS 80 costituiscono un’autostrada urbana, un’arteria che divide la città fisicamente e socialmente. Su un lato, dove corre la “complanare” con 79 stalli per automobili di cui 4 per disabili, si trovano 43 tra esercizi commerciali e servizi di vario genere, molti dei quali con parcheggi annessi, mentre gli stalli per biciclette sono zero. Sull’altro lato c’è il mercato generale quotidiano dell’Aquila che, pur decentrato dopo il terremoto, resta un riferimento per gli acquisti di molte persone. Sorvoliamo sugli accessi e sui parcheggi di quell’area.
Dal balcone, una strada appena asfaltata e con le strisce ridipinte può sembrare un lavoro concluso. Dalla strada, il giudizio dipende anche dalla possibilità di attraversarla, raggiungere il mercato, pedalare senza sentirsi in pericolo. È la distanza tra questi due punti di osservazione che via Corrado IV rende evidente: lo spazio è stato sistemato, ma le difficoltà quotidiane di chi lo usa sono rimaste.
Aria che respiriamo
Chi prende un caffè in un bar affacciato su questa strada o fa la spesa al mercato respira gli inquinanti emessi dai veicoli a motore, tra cui polveri sottili, biossido di azoto e benzene. A L’Aquila il traffico contribuisce per il 58% alla produzione di anidride carbonica (fonte: Università dell’Aquila), quindi incide in modo decisivo anche sul cambiamento climatico.
Le nostre proposte, ribadite
In articoli precedenti abbiamo avanzato soluzioni riprese da situazioni analoghe, ma evidentemente in questa città si vive in un’altra dimensione. Abbiamo proposto una spina dorsale, cioè un asse preferenziale per il trasporto pubblico e per chi va in bicicletta, dal terminal bus e dal centro lungo via XX Settembre, via Corrado IV e SS 80 fino all’ospedale. Abbiamo proposto un’isola salvagente centrale per ciascuna delle due carreggiate di via Corrado IV, così da attraversare in due tempi. Abbiamo proposto una pista ciclabile lungo l’anello formato da via Beato Cesidio, via Paolucci e via Piccinini, oltre naturalmente a via Corrado IV e la SS 80.
Moltissime persone vorrebbero muoversi meglio e con maggiore sicurezza, altrettante abbandonerebbero volentieri l’automobile diventata costosissima da gestire, e molte sentono l’urgenza di inquinare meno.
Servono scelte coraggiose, e servono adesso.
Cosa abbiamo scritto, e quando
In cinque articoli del recente passato abbiamo indicato via Corrado IV come luogo di grave insicurezza stradale e come asse su cui realizzare piste ciclabili protette, redistribuendo lo spazio esistente. Ecco i riferimenti in ordine cronologico.
- Sicurezza stradale: servono fatti, 12 ottobre 2025. Segnalavamo l’ennesimo investimento di un pedone sulle strisce di via Corrado IV, richiamando anche un precedente investimento di un ciclista. È l’articolo da cui risale la nostra prima proposta di riorganizzazione della strada.
- Cara Task Force, 12 novembre 2025. Ricordavamo che la Task Force sulla sicurezza stradale è nata dopo le tragedie di via Corrado IV e ripresentavamo una proposta concreta:
- le quattro corsie misurano 4,5 metri ciascuna, con 9 metri disponibili per ogni senso di marcia;
- in ciascuna carreggiata proponiamo 2 metri per una pista ciclabile monodirezionale, compreso un cordolo protettivo di 50 centimetri, 4 metri per una corsia riservata agli autobus e 3 metri per una corsia automobilistica;
- questa configurazione va estesa alla SS 80, a via Beato Cesidio e all’asse di attraversamento cittadino;
- gli attraversamenti pedonali vanno integrati con isole salvagente centrali, per consentire l’attraversamento in due tempi.
- Piste ciclabili, lo spazio c’è, 18 dicembre 2025. Inserivamo via Corrado IV tra le direttrici strategiche di una rete ciclabile protetta, collegata a un anello intorno a Piazza d’Armi. Richiamavamo la proposta già avanzata, che permetterebbe di collegare zone importanti della città, insieme agli interventi su via Beato Cesidio e via Raffaele Paolucci.
- L’Aquila ha un Piano Comunale di Sicurezza Stradale, 4 febbraio 2026. Commentando gli attraversamenti pedonali previsti dal Piano, ribadivamo la necessità delle isole salvagente centrali, già suggerite per via Corrado IV.
- La colonna vertebrale della ciclabilità, 11 luglio 2026. Citavamo via Corrado IV e la SS 80 come strade molto larghe, sulle quali gli assi ciclabili protetti sono tecnicamente possibili, necessari e urgenti. Sostenevamo inoltre che collegare la zona est della città a viale Corrado IV richiede scelte precise, coerenti con gli obiettivi del PUMS, all’interno di un percorso continuo di attraversamento cittadino.




