Ho partecipato alla sessione “Attuazioni delle pianificazioni di bacino, stato di fatto e prospettive, implementazione dei programmi d’azione dei contratti di fiume” durante il XIII Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume svoltosi a L’Aquila i giorni 20 e 21 novembre 2025: emergono connessioni dirette e indirette tra mobilità ciclistica e Contratti di Fiume:
Connessioni tra mobilità ciclistica e Contratti di Fiume
Ho partecipato alla sessione “Attuazioni delle pianificazioni di bacino, stato di fatto e prospettive, implementazione dei programmi d’azione dei contratti di fiume” durante il XIII Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume svoltosi a L’Aquila i giorni 20 e 21 novembre 2025: emergono connessioni dirette e indirette tra mobilità ciclistica e Contratti di Fiume:
Connessioni esplicite
Coinvolgimento delle famiglie attraverso la mobilità ciclistica
Il Contratto di Fiume Tronto (San Benedetto del Tronto) ha inserito esplicitamente nella terza fase del progetto educativo:
- “Pedalate ciclistiche sui corsi d’acqua” come evento per coinvolgere le famiglie insieme ai giovani studenti
- Queste iniziative rientrano nelle campagne di educazione ambientale rivolte ai genitori e nella “festa del fiume”
Mobilità come criterio premiale nei bandi
La Regione Emilia Romagna propone di inserire criteri premiali nei bandi che finanziano azioni che includono:
- Infrastrutture verdi e blu
- Mobilità (citata esplicitamente)
- Riqualificazione ambientale
Questi criteri dovrebbero premiare territori dove è attivo un Contratto di Fiume.
Connessioni implicite e potenziali
Fruizione e sviluppo economico
Il Contratto di Fiume Esino ha suddiviso il programma d’azione in quattro assi, tra cui:
- “Fruizione e sviluppo economico” (che ha realizzato un buon numero di azioni)
La mobilità ciclistica lungo i fiumi è uno strumento privilegiato per la fruizione territoriale.
Il modello del Patto per l’Arno
Il Patto per l’Arno in Toscana identifica come obiettivi:
- “Un Arno da vivere”
- “Un Arno da promuovere”
La mobilità ciclistica è strumento naturale per “vivere” e “promuovere” un fiume, collegando patrimonio naturale e culturale.
Turismo esperienziale
Il progetto di turismo esperienziale a Fardella (Basilicata) che ha censito fontane e lavatoi suggerisce percorsi di scoperta del territorio che naturalmente si prestano a itinerari cicloturistici.
Integrazione tra settori
Monica Cairoli (CONAF) sottolinea: “Dobbiamo uscire da logiche di tematica singola, di professionalità singola, di pezzetto di territorio”.
La mobilità ciclistica è perfettamente coerente con questa visione integrata perché:
- Collega territori seguendo il corso d’acqua
- Supera confini amministrativi
- Unisce funzioni diverse (turismo, sport, educazione ambientale, mobilità sostenibile)
Perché la mobilità ciclistica è strategica per i Contratti di Fiume
1. Infrastrutture verdi-blu
Le ciclovie lungo i fiumi sono infrastrutture verdi-blu per eccellenza:
- Basso impatto ambientale
- Valorizzazione delle fasce fluviali
- Connessione ecologica e paesaggistica
2. Superamento dei confini amministrativi
I percorsi ciclabili lungo i fiumi attraversano naturalmente più comuni, favorendo quella cooperazione interistituzionale che è obiettivo chiave dei Contratti di Fiume.
3. Economia locale e prodotti tipici
Luigi Servadei (CREA) sottolinea l’importanza di legare tutela ambientale e valorizzazione territoriale (turismo, prodotti tipici). Le ciclovie fluviali sono driver di sviluppo economico locale.
4. Educazione ambientale attiva
Le pedalate permettono di:
- “Toccare l’acqua” (come dice Patrizia Ercoli: “si lavora per l’acqua, con l’acqua, nell’acqua”)
- Far osservare direttamente gli ecosistemi
- Creare consapevolezza attraverso l’esperienza diretta
5. Accessibilità e inclusione
La bicicletta è mezzo:
- Economico e accessibile
- Multigenerazionale (dai bambini agli anziani)
- Inclusivo (famiglie, gruppi scolastici, turisti)
Esempi concreti di integrazione (Non nel documento ma coerenti)
Sebbene non esplicitati negli interventi del Tavolo, i Contratti di Fiume potrebbero sviluppare:
Ciclovie lungo gli assi fluviali abruzzesi – integrazione tra mobilità dolce e gestione bacini idrografici
Spinoff tematici – Come proposto dall’Emilia Romagna, un Contratto potrebbe creare uno “spinoff cicloturistico” per attrarre stakeholder (ciclofficine, agriturismi, guide turistiche)
Monitoraggio partecipato – Come il WWF usa l’app B-tracker per barriere fluviali, i ciclisti potrebbero diventare “sentinelle” del territorio attraverso app di citizen science
Brand territoriale – L’Emilia Romagna cita il “brand dell’Enza”: una ciclovia può essere elemento di branding territoriale
Barriere da superare
Il dibattito evidenzia criticità che valgono anche per la mobilità ciclistica:
- Frammentazione amministrativa – Una ciclovia attraversa più comuni che devono coordinarsi
- Mancanza di risorse – Realizzare e manutenere infrastrutture ciclabili richiede investimenti
- Visione settoriale – La mobilità ciclistica viene vista come “competenza specifica” anziché parte di una strategia integrata
- Discontinuità politica – Cambio di amministrazioni può bloccare progetti di ciclovie
Proposte operative
Per rafforzare la connessione Contratti di Fiume e Mobilità Ciclistica:
1. Inserire esplicitamente la mobilità ciclistica nei Piani d’Azione dei Contratti di Fiume come azione trasversale
2. Criteri premiali specifici per progetti che integrano ciclovie e riqualificazione fluviale
3. Partnership con associazioni ciclistiche (FIAB ed altre associazoni locali) come stakeholder dei Contratti
4. Progetti educativi che usano la bici come strumento didattico (come già fa il Tronto)
5. Monitoraggio in bicicletta – Coinvolgere ciclisti nel censimento di criticità ambientali lungo i fiumi
6. Turismo lento – Sviluppare “Contratti di Fiume cicloturistici” che uniscono borghi, prodotti tipici, natura
7. Connessione con SNCT ed EuroVelo – Integrare Contratti di Fiume con il Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche e con Eurovelo, la con rete ciclabile europea
Conclusione
La mobilità ciclistica è citata negli interventi in modo ancora marginale, ma rappresenta un potenziale enorme per i Contratti di Fiume perché:
- Risponde all’esigenza di integrazione settoriale (ambiente + mobilità + turismo + economia)
- Favorisce partecipazione e consapevolezza (educazione ambientale attiva)
- Genera sviluppo economico locale sostenibile
- Supera confini amministrativi seguendo il corso d’acqua
- È strumento concreto per “vivere il fiume” (obiettivo dichiarato)
La sfida è passare da iniziative sporadiche (pedalate occasionali) a strategia integrata dove la mobilità ciclistica diventa componente strutturale dei Contratti di Fiume, con infrastrutture dedicate, manutenzione continuativa e governance condivisa.
Il futuro è adesso: collegare le reti idriche alle reti ciclabili significa costruire territori più resilienti, sostenibili e vivibili.
Filippo Catania
Coordinatore FIAB Abruzzo e Molise
Presidente FIAB L’Aquila
La relazione sintetica della sessione “Attuazioni delle pianificazioni di bacino, stato di fatto e prospettive, implementazione dei programmi d’azione dei contratti di fiume” durante il XIII Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume svoltosi a L’Aquila la trovate a questo link

