Un giro in bici, due sorrisi sinceri e una domanda che vale più di mille discorsi: “Ancora domenica prossima?”

Domenica 16 novembre 2025 rimarrà una di quelle giornate che si imprimono nel cuore. Insieme a due ragazzi ospiti della comunità Mani Tese dell’associazione Fraterna Tau, alcuni membri della nostra associazione sono saliti in sella per una semplice pedalata. Niente di straordinario, apparentemente: solo una domenica mattina, alcune biciclette e la voglia di stare insieme. Eppure, nel ritorno, è accaduto qualcosa di meraviglioso.

“Ancora domenica prossima?”

Queste parole, pronunciate da uno dei due sedicenni sulla strada del ritorno, sono state come una carezza all’anima. In quella domanda spontanea e piena di speranza abbiamo trovato la conferma più bella: l’amicizia non ha bisogno di grandi gesti, nasce dalla semplicità della condivisione.

Due ragazzi, due storie, un sorriso universale

Moham viene da El-Mansoura, in Egitto. Ibrahim dal Gambia. Entrambi hanno sedici anni, entrambi sono in Italia da appena tre mesi. I loro volti portano quello stesso sorriso sincero che riconosce chi, nonostante tutto, non ha perso la capacità di gioire delle piccole cose. Parlano un italiano stentato ma pieno di impegno, frequentano la scuola e vivono negli appartamenti della comunità, costruendo giorno dopo giorno la loro nuova vita.

Durante la pedalata, tra una salita e una discesa, tra la fatica e le risate, abbiamo avuto modo di conoscerli. “Cosa sei venuto a fare qui?”, abbiamo chiesto con genuina curiosità. La risposta è stata diretta, senza fronzoli: “A lavorare”.

Due parole che racchiudono un mondo: la ricerca di un futuro, il coraggio di lasciare tutto, la determinazione di costruire qualcosa di nuovo. Due parole che meritano rispetto.

L’educazione del cuore

Ciò che ci ha colpito profondamente è stata la loro educazione, quella vera, quella che nasce dal cuore. Forse duecento “grazie” a testa nelle tre ore passate insieme. Grazie per la compagnia, grazie per l’attenzione, grazie per il tempo dedicato. Come se fosse normale dover ringraziare qualcuno per il semplice fatto di pedalare al suo fianco.

E poi quel gesto: uno di loro che, durante una sosta ristoratrice, ha voluto per forza regalarci una tortina per la merenda. Un gesto piccolo ma immenso, che ribalta ogni stereotipo e ci ricorda una verità fondamentale: l’umanità si misura nella generosità, non nell’avere.

Oltre i pregiudizi: una riflessione necessaria

Questi ragazzi hanno lasciato le loro terre, le loro case, i loro affetti. Sono partiti da soli, giovanissimi, attraversando difficoltà che noi possiamo solo immaginare. E allora, prima di giudicare, prima di etichettare, prima di cedere alla retorica dell’invasione e della paura, fermiamoci un attimo a chiederci: perché?

Perché un ragazzo di sedici anni lascia tutto e affronta l’ignoto?

La risposta è scomoda ma necessaria: perché noi, il 20% della popolazione mondiale, consumiamo e sprechiamo l’80% delle risorse del pianeta. Perché le disuguaglianze globali non sono incidenti della storia, ma conseguenze di scelte politiche ed economiche. Perché mentre noi ci lamentiamo del traffico o del meteo, in altre parti del mondo si lotta per la sopravvivenza.


🙌 E TU? Vuoi pedalare con noi? Non servono grandi gesti per fare la differenza. Basta una bicicletta, qualche ora del tuo tempo e il desiderio di conoscere storie diverse dalla tua.

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